I corsi serali dell’Itis rischiano di sparire

Alunni, docenti e preside in rivolta: «Come fanno a non superare il 25 per cento di assenze e a essere in classe alle 17?»  

«La riforma mette i bastoni tra le ruote agli studenti lavoratori» 

Il corso serale rischia di saltare. A causa delle riforma. Così centinaia di lavoratori, dall’oggi al domani, possono rimanere senza formazione. Alla faccia dello sviluppo del nostro paese. Le ore di 60 minuti per chi lavora sono un problema. Così come lo è arrivare a a scuola alle 17. O frequentare obbligatoriamente il 25 per cento delle lezioni, pena la bocciatura.

I docenti e gli studenti dell’Itis Volta si sono ribellati alle innovazioni previste dalla riforma Gelmini. Che non guarda in faccia nessuno. Anche la preside Luciana Tonarelli si è ribellata e ha fatto i salti mortali per trovare degli escamotage e fermare l’esodo degli studenti dai banchi di scuola.«Trentadue ore di 60 minuti per gli studenti del serale sono improponibili – sbotta Tonarelli -. L’anno scorso erano 25 da 50. In questi giorni, nel nostro istituto si sono vissuti momenti di scompiglio. I ragazzi del triennio dovrebbero iniziare alle 17, ma come fanno se lavorano? Da quest’anno, poi, se uno supera il 25 per cento delle assenze viene bocciato. Gli studenti che lavorano fanno in fretta, soprattutto in tempi di precariato e ricatti da parte dei padroni delle fabbriche, a superare questo limite. Quelli che lavorano per l’Eni, per esempio, di frequente sono in trasferta». A frequentare il corso serale dell’Itis, dalla classe prima alla quinta, sono ben 130 studenti. «Una prima e una seconda – dice la dirigente – sono abbinate. La terza, la quarta e la quinta, invece, hanno le lezioni modularizzate. Metà fanno elettrotecnica e metà informatica. Le materie comuni, invece, vengono insegnate globalmente. Abbiamo anche 38 studenti per classe. Le ore di 60 minuti sono un problema. Quest’anno scolastico è partito con un po’ di malumore da parte dei docenti e degli studenti. Hanno annullato il progetto Sirio che era un’esperienza valida, senza fare un progetto ad hoc.

Il ministro ha detto semplicemente che la riforma del diurno andava applicata pari pari al serale. Assurdo. L’aumento del tempo scuola per il serale non va bene. Abbiamo paura che il corso scompaia. Qua c’è gente che fatica non poco per studiare e lavorare insieme. La maggior parte dei 130 studenti arriva dalla provincia di Lodi. Noi siamo tra i pochi a offrire un corso così completo». Al Bassi c’è solo una quinta per ragionieri, a Crema il triennio e al Giorgi di Milano è un caos totale, con 50 studenti per classe.

L’istituto ha dovuto individuare una scappatoia per salvare gli studenti: «Abbiamo pensato di riproporre un po’ le stesse modalità del Sirio, con 25 ore nel biennio e 28 nel triennio, portando avanti un sistema di crediti – spiega Tonarelli -. Chi, per esempio, lavora nell’ambito dell’informatica, verrà esonerato dallo studio della materia. Di 32 ore non se ne parla. Gli studenti sono infuriati. Abbiamo pensato anche di fare alcune ore di formazione a distanza, per evitare la bocciatura dovuta alle assenze. Partiamo così, con questa sperimentazione per 3 mesi e vediamo come va. Speriamo che escano delle linee guida che ci dicano come dobbiamo comportarci». Cristina Vercellone, Il cittadino,25.09.2010

I corsi serali dell’Itis rischiano di sparireultima modifica: 2010-09-25T10:52:00+02:00da officinafuturo
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