LETTERE AL DIRETTORE

da il Cittadino di Lodi, 23.09.2010

Gli studenti non scendono dall’astronave

 Caro Direttore, leggo su “Il Cittadino“ (30 luglio) che gli studenti «vanno sensibilizzati sul piano dell’impegno, portandoli a conoscere ed apprezzare determinati valori che sono propri di un comportamento corretto da tenere di fronte alle responsabilità». Bello! E chi lo ha scritto? Il professor Sancilio, naturalmente, che ribadisce concetti tesi ad auspicare un ritorno all’impegno, disciplina, preparazione che la scuola italiana, da quanto si lamenta, s’è persa per strada. Come dargli torto? L’enunciato non fa una grinza, però… c’è un però.Gli studenti che ogni mattina si presentano alla scuola del professor Sancilio, come alle altre della Repubblica, non sono appena scesi con l’astronave dei pendolari da Marte. Sono ragazzi italiani, ed anche non pochi stranieri, che vivono in Italia e, osservando le vicende italiane, imparano ben presto ad essere italiani. Non ignorano, ad esempio, che la ministra della pubblica istruzione, morigeratrice dei rilassati costumi della scuola italiana, e che forse per questo ha rimesso il grembiulino ai balilla delle elementari, quando le è toccato di “affrontare un comportamento corretto, ecc., ecc.“ (nello specifico: superare l’esame di stato per procuratore legale) non ha esitato ad imboccare la strada degli esami sostenuti in meridione, dove si ritiene che le commissioni siano più “benevole“ che al nord. E non è forse lei (evviva la coerenza!) che ora si propone di conferire la laurea honoris causa al “padrùn“ del suo partito? Neppure sfiorata dal senso del ridicolo e immemore del fatto che lui la laurea (in medicina!) se l’è già data da sè, senza bisono di alcuna università e con tanto di festeggiamenti in famiglia, molto prima di diventare il “senatur“. Vabbè, se il fine di rendere più seria la scuola giustificasse i mezzi, allora anche una redenta potrebbe tornare utile, ma, viste le premesse, con quale credibilità agli occhi degli studenti? E quanto credito troveranno presso le alunne i buoni propositi dei molti Sancilio in un paese dove una possibile scorciatoia (andata a segno) per diventare ministra non è attraverso studio e sacrificio, ma mettendosi in luce su calendari sexy, da dove sorridere seminuda e con fare ammiccante? E quanto entusiasmo provocheranno negli studenti le esortazioni all’impegno quando, in fondo, anche una “trota“, dalla carriera scolastica che nessun genitore si augura, trova (grazie papà, Padania libera!) posto in confortevole acquario con compenso mensile al quale, neppure lontanamente né a fine carriera, nessun Sancilio può aspirare (almeno finché farà il preside)? E sapranno pure, studenti e studentesse, che quando (quando?) troveranno lavoro sarà loro chiesto un documento (detto “carichi pendenti“) comprovante una fedina penale immacolata, ma che detto documento non serve in parlamento, dove è irrilevante possedere una fedina nera come la pece?Comportamento corretto, dice il preside Sancilio. Come quello di chi, per esempio? Forse di Papi quando fa cù-cù ad Angela Merkel alla cerimonia ufficiale o quando s’intrattiene con le escort? O del ministro in carica che cade dalle nuvole quando “apprende“ che casa sua è stata pagata da terzi a “sua insaputa“? o di chi se la ride al pensiero dei quattrini che farà alle spalle di chi piange per aver perso tutto nel terremoto in Abruzzo?Cari Sancilio d’Italia, le vostre pur giuste raccomandazioni potrebbero anche far breccia se i vostri (nostri) alunni provenissero dagli spazi siderali interstellari e non, invece, dall’Italia, sul pianeta Terra, dove, da Costantino in poi, “io potente so’io e voi non siete un c…“. Con queste premesse, mi chiedo e vi chiedo se non capita mai, proprio a voi operatori scolastici, di sentirvi quelli che, alla mattina alle otto, arrivano a scuola con l’astronave dei pendolari da Marte? Cordialmente.

Renato Bucci

LETTERE AL DIRETTOREultima modifica: 2010-09-24T11:03:00+02:00da officinafuturo
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