05/10/2010

da il Cittadino 5.10.2010

«I professori hanno paura che arrivino colleghi da altre province e che i posti diminuiscano»
I precari alla porta del provveditore
Dieci insegnanti hanno manifestato la loro preoccupazione

Sono arrivati dall’Einaudi, dalle medie del capoluogo, ma anche dal Maffeo Vegio, dal Bassi e dal Volta. Docenti di lettere, di sostegno e di altre materie hanno incontrato il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Giuseppe Bonelli. Dieci docenti precari della provincia, ieri pomeriggio, sono andati a bussare alle porte del provveditorato. Per manifestare la loro preoccupazione sul futuro sempre più angusto che li attende. Il 15 ottobre alcuni di loro aderiranno allo sciopero proclamato dai Cobas. «Io scenderò in piazza - commenta il docente di elettrotecnica dell’Itis Volta Angelo Metta -, non si può stare zitti». Metta, quest’estate aveva partecipato anche all’iniziativa di blocco degli scrutini. I precari, ieri pomeriggio, hanno portato al provveditore la loro preoccupazione rispetto all’inserimento a pettine nella graduatoria di docenti provenienti dal Sud. «I colleghi - spiega Metta - hanno paura che arrivino altri professori, da altre province, a sottrarre loro, che hanno deciso di stare nel Lodigiano, il lavoro. I posti che sono andati persi quest’anno sono cento. Se si contano gli spezzoni di cattedra assegnati qua e là, il numero magari si riduce, ma gli spezzoni non sono posti in organico che poi ti ritrovi l’anno prossimo. I posti persi sono persi. Nell’anno 2011/2012 non si sa quanti altri potranno essere tagliati, ci sarà un ulteriore taglio». Tra le questioni sollevate dai docenti anche quella dei fondi destinati ai laboratori in sostituzione dell’ora di religione. «Dobbiamo continuare a muoverci - dice Metta -, altrimenti non si arriva da nessuna parte. La politica scolastica è fallimentare sotto tutti i punti di vista». Il provveditore ha ascoltato i docenti e ha detto che avrebbe tenuto monitorata la situazione soprattutto per quanto riguarda l’inserimento a pettine. Tutto dipende dall’ordinanza che verrà emanata. Non è ancora chiaro, infatti, se chi sceglie un’altra provincia deve lasciare il posto in quella d’origine. «Sono preoccupati per l’aggiornamento delle graduatorie - dice il dirigente Bonelli -. I docenti hanno il timore fondato che con il nuovo sistema ci sia uno spostamento dal Sud al Nord e si perdano le posizioni. C’è la norma di legge, ma bisogna vedere come questa uscirà dal ministero. Dal canto mio segnalerò la preoccupazione al ministero. La nostra, però, è speculare a quella delle province del Sud dove gli insegnanti premono per venire di qua. Tutti noi lavoreremo per evitare che ci siano penalizzazioni degli insegnanti occupati in Lombardia da tanti anni. La norma però rimanda anche alla disciplina comunitria sulla libera circolazione del lavoratore. Vedremo come andrà a finire. Per quanto riguarda la riduzione dei posti c’è stata, è innegabile. Una ulteriore diminuzione è prevista l’anno prossimo. Se andremo a 27 alunni per classe in tutta la provincia, ci sarà un altro taglio consistente».Cristina Vercellone

16:30 Scritto da: officinafuturo in SCUOLA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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